Val d’Assano (Rocchetta e Croce – Caserta) – Un viaggio all’insegna dell’esplorazione della storia che ha segnato l’Alta Terra di Lavoro o Campania Felix, vale a dire il territorio dominato dai massicci del Matese, Roccamonfina e Montemaggiore, terra campana ma di antichissima tradizione sannitica. Un tracciato che si interseca in più punti con la Via Francigena, che documenti antichi e toponimi superstiti testimoniano a cavallo delle Alpi: a Lione, in Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia. Nel tratto dell’ Alta Terra di Lavoro il reale percorso della Via Francigena era sull’asse con la via Latina o Casilina, lungo le valli del Sacco e del Liri. Un’ appuntamento con la storia che affascina anche Luca Bonechi, presidente dell’Associazione Audax Randonneur Italia, e  hanno espresso il desiderio di  partecipare alla prima edizione della Randonnèe delle Sorgenti che prenderà il via Domenica 24 aprile, con partenza alla francese dalle ore 7,30 alle 8,30, dall’ antico Borgo di Valle d’Assano, che in età repubblicana era un bacino idrotermale  famoso, con il suo bacino è già conosciuta ai tempi di Plino il Vecchio che in alcuni suoi scritti parla della Valle di Assano, delle sue acque, e delle sue terme come salubri e diuretiche. Attuale sede dellla sorgente santagata e di alcuni pozzi di estrazione delle acque minerali Ferrarelle, e  ove  li vedrà accogliere all’arrivo e controllo finale.

 

La manifestazione, seconda prova dell’evento caleno Festina Lente 2016, si terrà sulla distanza di 200 chilometri, come brevetto randonnèe valido come brevetto BRM/ACP per la qualificazione  alla 1001 miglia, ed è prova valida come campionato italiano e brevetto pedalando per il Rando tour Campania, ,

Dopo la partenza i ciclisti transiteranno a Teano, ove secondo la tradizione si sarebbe svolto, presso il ponte di Cajanello, odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo, lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, tramandato con il nome di “Incontro di Teano”. L’incontro è entrato di diritto nella storia d’Italia ed ebbe il significato di una adesione del generale, che aveva guidato la spedizione dei Mille, alla politica di Casa Savoia. Spinti dall’italico orgoglio i partecipanti continueranno a pedalare verso Roccamonfina. La sua storia è legata all’omonimo, imponente e generoso vulcano che si spense 70000 anni fa, ma oggi Roccamonfina è una ridente cittadina che nulla ha sacrificato alla modernità: boschi di castagni  secolari che vengono ancora curati con tecniche antiche e faticose, ma rispettose per la natura; acque dall’indiscusso valore curativo; ritmi di vita che riconciliano mente, corpo ed anima; un’umanità accogliente, semplice che ha sapore d’antico, ma che non disconosce i vantaggi della modernità senza però esserne condizionata. Roccamonfina è uno dei comuni che ha firmato un protocollo d’intesa per la riscoperta e la valorizzazione della Via Francigena nell’Alta Terra di Lavoro, su iniziativa e con l’assistenza tecnico scientifica del Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro. Studi che hanno portato all’inidivuazione del Cammino di San Benedetto sulla Via Francigena, da Montecassiano a MignanoMontelungo, trenta chilometri che possono essere percorsi a piedi a cavallo o bicicletta.

La tragica storia di San Pietro Infine, località che occupa l’angolo settentrionale della provincia di Caserta che si incunea tra Lazio e Molise, è di quelle che segnano per sempre un territorio e le popolazioni che lo occupano. L’antico borgo è arroccato su di uno sperone di roccia immerso in un territorio verdeggiante. La Seconda guerra mondiale decimò la popolazione. Durante i bombardamenti molti sanpietresi si rifugiarono in quelle che vennero chiamate “grotte della valle”, altri si rifugiarono sul monte Sambucaro. Le immagini di quei tetri momenti sono state ritratte nel documentario The Battle of San Pietro di John Huston. Sul tratto della Linea Gustav che comprendeva San Pietro Infine e Mignano Montelungo per la prima volta i soldati italiani combatterono al fianco degli alleati. Oggi l’antico centro storico è divenuto Monumento Nazionale e si identifica con il PARCO DELLA MEMORIA STORICA, il cui Museo Multimediale è stato progettato e costruito dal celebre scenografo Carlo Rambaldi. Nel Parco della Memoria Storica e nel Museo si svolge un interessante Festival Del Cinema, documentario e reportage giornalistico di guerra la cui prima edizione ha avuto come titolo “Storie nella Storia”. Qui è posto il primo ristoro e controllo della Randonnée in collaborazione con l’omonima fondazione  e Pro Loco S. Pietro Infine.

Il piccolo borgo medievale di Mignano Montelungo conserva il Castello che fu dei Fieramosca, dei quali è famoso Ettore eroe della disfida di Barletta e rappresenta un’eroica pagina della storia italiana con le battaglia per lo sfondamento della linea del Volturno. Oggi a ricordo di questi tragici momenti restano il Museo Militare e il Sacrario che i ciclisti potranno vedere lungo il percorso. Lo sconfinamento in terra molisana porterà i randagi a Venafro, località la cui fondazione è attribuita a Diomede, personaggio della mitologia greca, figlio di Tideo e di Deipile. Comune ricco di castelli, chiese e palazzi oltre a testimonianze storiche delle dominazioni delle diverse popolazioni che abitarono questo territorio. L’affascinante passaggio sul ponte a 25 archi di Roccarovindola e a Capriati al Volturno porterà i ciclisti a scoprire uno dei luoghi più incantevoli della penisola, Fontegreca e la sua Cipresseta.

La cipresseta naturale di Fontegreca si estende per 40 ettari al di sopra della cittadina, nel bosco degli Zappini e il fiume Sava che forma una serie di cascate e vasche naturali di acqua fresca e cristallina, ed è meta di turisti, per la sua aria salubre, e di ricercatori botanici, per la rarità del tipo di cipresso, unico in Europa e nel mondo. Qui è posto il secondo ristoro e controllo della Randonnée e del Ciclotour delle Sorgenti, come per la passata edizione sarà il primo cittadino ad accogliere i partecipanti. Emozioni positive mettono in condizione una persona di affrontare qualsiasi situazione, perfino quella più difficile, così dopo aver ammirato la bellezza della Cipresseta i partecipanti alla Randonnèe troveranno nelle istantanee di questo luogo fiabesco l’entusiasmo per portare a compimento la loro prova e la conquista del brevetto sulla distanza dei 200 chilometri.

Dopo Gallo Matese i randagi entreranno nel cuore del Parco del Matese raggiungendo la località di Letino, dominata dal Castello che ospitava una guarnigione permanente destinata a sorvegliare la zona dell’Alto Matese. Da non perdere le Grotte di Cauto, complesso di cavità naturali costituite da un ramo ancora percorso dall’acqua e da un ramo fossile visitabile, il lago di Letino mentre i partecipanti alla Randonnèe seranno accolti lungo il fiume Lete presso il Mulino di Patino, dalla Locale Pro Letino per il terzo controllo /ristoro. Il quarto controllo è situato a Castello Matese (Bar GelateriaSummer Time in via Matese) comune a ridosso del confine tra Campania e Molise che conserva i resti dell’antico castello medievale costruito in epoca normanna. Dopo la seconda sosta i partecipanti entreranno in un territorio ancora incontaminato alle pendici meridionali del Matese, ai piedi del Monte Cila, della Terrazza di Castello e del Muto, ed allo sbocco di tre valli, Paterno, del Rivo e del Torano, ove sorge Piedimonte Matese.

Si entra nella parte finale del percorso e il castrum romano circondato dalle mura romane di epoca sillana annuncia la Città di Alife. Le leggende che narrano della sua fondazione sono molteplici, alcune addirittura vedono come padre fondatore il biblico Noè o addirittura Enea. Gli studi invece hanno evidenziato con tutta probabilità che la nascita del borgo sia dovuta agli Osci nel V secolo a.C. grazie ai quali Alife raggiunse i primi fasti e fu dotata addirittura di una propria zecca ed una sua moneta. Successivamente divenne capitale dei Sanniti prima di cedere nel 326 a.Cal dominio di Roma, furono proprio i romani a ricostruire per intero la pianta e a dotarla delle mura di cinta che ancora oggi in buona parte sono conservate e ammirabili. La Cattedrale custodisce, dall’età normanna, le spoglie di San Sisto Papa. La storia dei Papi di questa terra continua con il Castello di S. Angelo di Raviscanina che diede i natali a Celestino V.

Vairano Patenora è un borgo medievale ricco di tradizioni e folclore, a dominare questo attivo centro che sorge tra il massiccio del Matese e il Parco regionale di Roccamonfina Foce Garigliano è il diruto e possente Castello che domina il colle e il sottostante abitato medioevale cinto di mura e torri. Nella piana l’abitato moderno, sui monti mura megalitiche e ruderi di chiese e fortezze rammentano l’età sannitica e quella medievale. L’Abbazia della Ferrara eretta nel 1711, fu la prima casa cistercense e il primo edificio gotico nel Regno di Napoli. Un gioiello è la cappella di MalgerioSorel o dello Spirito Santo che custodisce l’affresco di fine ’200 della Madonna tra i Santi Pietro e Paolo sotto ai quali è ritratto Fra Pietro del Morrone, che in seguito divenne Celestino V. Lasciato l’abitato di Vairano Patenora, i ciclisti raggiungeranno un’ altro borgo medievale, Pietravairano, dominato dal Castello che conserva mura megalitiche e di un tempio teatro Romano che rappresenta una delle “scoperte più spettacolari mai realizzate nel Sud Italia  (Edward Bispham università di Oxford)

Pietramelara, luogo ricco di storia e monumenti, i partecipanti tireranno un sospiro di sollievo, le difficoltà altimetriche sono ormai quasi terminate ed il Transito sotto il castello di Riardo con il suo caratteristico borgo medievale  ed il successivo passaggio  vicino all’antico Ponte Romano che con i suoi 80 mt di lunghezza e 8,5 mt di larghezza  a 5 arcate variabili segnala i pochi metri dall’arrivo a  Val d’Assano e   così il termine di questo faticoso quanto entusiasmante viaggio nella storia.

Accompagnatori e familiari, grazie alla collaborazione con la Pro Loco Teanum Sedicinum, avranno l’opportunità di effettuare una visita guidata alla cittadina di Teano

da Radiocorsaweb

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